SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL hanno diffuso ieri, mercoledì 7 gennaio 2026, un comunicato congiunto in cui affrontano le ricadute occupazionali legate alla riforma del mercato elettrico e alla progressiva uscita dal Mercato Tutelato, avviata a partire dalla metà del 2024 per la maggior parte dei clienti non vulnerabili.
Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, il passaggio obbligatorio al Mercato Libero o al nuovo Servizio a Tutele Graduali (STG) ha determinato una significativa movimentazione della clientela, con effetti diretti sui volumi di traffico dei numeri verdi di assistenza.
Questa riduzione dei flussi avrebbe generato eccedenze di personale impiegato nelle attività di customer care legate al Mercato Tutelato, in particolare nell’ambito delle commesse riconducibili a Enel.
La fase transitoria e le incertezze occupazionali
Il comunicato evidenzia come una fase transitoria, gestita attraverso il confronto tra sindacati, aziende del comparto energetico e istituzioni, abbia finora consentito di accompagnare il cambiamento senza effetti occupazionali immediati. Tuttavia, secondo SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, il problema non risulterebbe risolto in modo strutturale.
In particolare, i sindacati segnalano l’assenza di certezze sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nei servizi legati al Mercato Tutelato una volta completata la transizione della clientela. A destare preoccupazione sarebbe anche il nuovo approccio adottato da Enel nella gestione dei cambi di appalto, soprattutto per quanto riguarda i servizi di back-office e quality.
Clausola sociale e principio di territorialità
Nel documento viene richiamato il ruolo della clausola sociale, introdotta nel 2016 e considerata dalle organizzazioni sindacali uno strumento fondamentale per garantire continuità occupazionale, tutele economiche e normative, oltre alla possibilità di mantenere il lavoro nel proprio territorio.
Il principio della territorialità, sancito dal Contratto Collettivo Nazionale delle Telecomunicazioni e consolidato da numerosi accordi sindacali, viene indicato come un elemento centrale da preservare anche nelle future gare d’appalto.
Secondo il comunicato, eventuali deroghe a questo principio potrebbero rappresentare un precedente rischioso, con possibili ripercussioni non solo sulle commesse attuali ma anche su quelle future, comprese quelle ancora riconducibili al perimetro del Mercato Tutelato.
Sciopero nazionale del 9 Gennaio 2026
Alla luce di queste criticità, per domani, venerdì 9 gennaio 2026, è stato proclamato uno sciopero nazionale di tutto il personale impegnato nei servizi di assistenza alla clientela delle società Enel Energia, Enel X ed E-distribuzione, oltre alle altre realtà del mondo Enel.
Tra i temi centrali della mobilitazione rientra proprio il futuro occupazionale degli addetti che operano sul Mercato Tutelato. Le manifestazioni previste in diverse città italiane, secondo quanto riferito dai sindacati, mirano a richiamare l’attenzione sulla necessità di garantire tutele e certezze occupazionali in una fase di profonda trasformazione del settore energetico.
L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di cambiamento regolatorio e industriale, che continua a sollevare interrogativi sugli equilibri occupazionali e sulle modalità di gestione delle transizioni nel comparto dei servizi di customer care.
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