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Elon Musk con Starlink vuole entrare nel mercato telco in Italia?

Nel settore delle telecomunicazioni, si sta assistendo a un significativo sviluppo grazie all’iniziativa di Elon Musk e della sua azienda SpaceX.

Il 3 gennaio 2024, SpaceX ha lanciato una nuova serie di satelliti denominata Starlink Gen 2, introducendo un’importante innovazione: la possibilità di collegare direttamente gli smartphone alla rete Starlink, evitando l’uso della tradizionale infrastruttura terrestre delle antenne degli operatori.

La tecnologia “Direct to Cell” integrata nei satelliti Starlink Gen 2 promette di essere un game-changer nel settore delle telecomunicazioni. Questi satelliti, posizionati a 550 chilometri dalla Terra, hanno l’abilità di agire come antenne terrestri, ma dallo spazio. Ciò significa una copertura potenzialmente ubiqua, inclusa nelle cosiddette “aree bianche” che attualmente non godono di un’adeguata connettività.

Attualmente, il servizio è limitato a messaggi SMS, con piani per espandere a chiamate vocali e navigazione internet entro il 2025. Starlink assicura che questo servizio consentirà accesso continuo a messaggi di testo, chiamate e navigazione internet, sia sulla terraferma che in acqua.

Nonostante l’entusiasmo che circonda questa tecnologia, esistono sfide regolamentari significative. Per operare, Starlink deve accedere alle bande di frequenza che sono attualmente sotto il controllo degli operatori di telecomunicazioni tradizionali. Questo implica la necessità di stringere partnership e di ottenere approvazioni dalle autorità di regolamentazione locali, come l’Agcom in Italia.

Starlink ha già avviato dialoghi per simili collaborazioni, avendo già siglato accordi con T-Mobile negli USA, Rogers in Canada e KDDI in Giappone. In Europa, l’unico accordo finora è stato con Salt in Svizzera, dimostrando che il percorso verso una piena operatività è ancora costellato di ostacoli regolamentari e tecnici.

In Italia, secondo key4biz.it, il contesto si presenta particolarmente complesso. L’interesse di Elon Musk per il mercato italiano è stato evidenziato dalla sua partecipazione ad eventi di alto profilo e dalle discussioni con il governo italiano.

Tuttavia, la questione si complica quando si considerano i fondi del PNRR e le concessioni già assegnate a operatori come Tim e Open Fiber per la copertura delle aree bianche.

Un coinvolgimento di Starlink nella banda ultralarga italiana richiederebbe un approccio conforme alla normativa UE, potenzialmente attraverso un nuovo bando di gara che dovrebbe essere aperto a tutti i player nel settore, garantendo la neutralità tecnologica e rispettando i vincoli di concorrenza.

Mentre la tecnologia di Starlink promette di superare una nuova frontiera nelle telecomunicazioni, il suo percorso è intrinsecamente legato a questioni regolamentari e di collaborazione con gli operatori esistenti. In Italia, come in altre parti del mondo, la sfida non sarà solo tecnologica, ma anche burocratica e strategica, in un delicato equilibrio tra innovazione, normativa e interessi consolidati.

Via
key4biz.itilsole24ore.it
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